Lume Online • 2026 • n. 73


Lume Online, ottobre 2026, n. 73

Attività divulgative per tutti, a cura del Centro Studi e Ricerche Serafino Zani.

Informazioni: osservatorio@serafinozani.it | www.zanihome.it


CALENDARI VALGOBBINI E MERIDIANE

INSIEME PER LUMEZZANE

Le stagioni non sono più quelle di una volta? Dal punto di vista del Sole non è cambiato nulla, è sempre puntuale il suo arrivo nelle tappe degli equinozi e dei solstizi, anche se queste date sono ogni tanto, ma di poco, “ballerine”. In ogni caso sono note da tempo e quindi meriterebbero almeno una riga sui calendari stampati a Lumezzane. Questo suggerimento arriva dall’Osservatorio Serafino Zani, a disposizione degli enti no-profit e di quelli commerciali di Lumezzane che stampano dei calendari, rispettivamente, per i loro sostenitori e i loro clienti.

Le stagioni sono protagoniste del progetto della “Meridiana per tutti” di facile realizzazione. L’Osservatorio la propone ai privati per caratterizzare le facciate delle abitazioni e agli enti di qualunque genere per le loro sedi. La meridiana ha un ideale collegamento con i calendari. Tra le sue quattro linee, oltre a quella che indica il mezzodì locale, ci sono quelle dedicate ai giorni di inizio ufficiali delle stagioni. Non ha bisogno di aggiornamenti, vale per anni.

Può essere personalizzata aggiungendo la “quinta linea” che indica una data in particolare, ad esempio, una ricorrenza annuale, una data da festeggiare (come un compleanno) o che si vuole ricordare per la sua importanza a livello personale, locale, storico o di più ampia valenza, come quelle delle Giornate nazionali e internazionali. Lo gnomone della meridiana, appositamente sagomato anche nelle dimensioni, ovvero lo stilo metallico che genera l’ombra “segnatempo”, verrà donato dall’Osservatorio.

Info: osservatorio@serafinozani.it

Scopri il progetto delle meridiane per Lumezzane

Chissà, magari in futuro, uscirà il calendario con le fotografie delle meridiane che abbelliranno Lumezzane con le loro facciate dipinte visibili dalla pubblica via, come accade nei borghi “dipinti” che vantano la presenza di numerosi murales sui muri delle case. Un futuro concorso rivolto agli artisti potrebbe facilitare la diffusione in Val Gobbia delle facciate dipinte. Negli angoli della meridiana ci sarà spazio per lo stemma di Lumezzane, dove il Sole è già presente, e per un motto tra i tanti che si possono scegliere, compresi quelli scritti in dialetto lumezzanese.

I motti delle meridiane, Lume Online n. 69


Progetto “Idiomi celesti”

L’astronomia in tutte le lingue, dialetti compresi

LA STELLA DENEB (costellazione del Cigno)

Deneb é la 19a steila più sgalizenta (lingua ladina)

Deneb l’ è la nömer 19 tra töte le htele , hè hè conhidera la potenha de la luce chè ghè ria (dialetto lumezzanese)

Il progetto “Idiomi celesti” promuove l’osservazione ad occhio nudo del cielo stellato con testi scritti e letti ad alta voce in tutte le lingue, dialetti compresi, come ad esempio la lingua ladina e il dialetto lumezzanese. Le traduzioni e le registrazioni audio vengono pubblicate sul sito www.zanihome.it e sono disponibili anche in lingua inglese per favorire la diffusione del progetto in altri Paesi. Nei primi 26 capitoli sono stati descritti i principali corpi e fenomeni celesti visibili ad occhio nudo. I capitoli seguenti sono invece dedicati alle stelle principali visibili ad occhio nudo, come la stella Regolo (Leone), Arturo (Bootes) e Vega (Lira). Nel capitolo n. 29 sono invece stati elencati elencati i motti per le meridiane. Questa volta continuiamo il viaggio tra le stelle più splendenti e ci occupiamo di Deneb.

Tutti i capitoli precedenti sono pubblicati sul sito www.zanihome.it


31 – La stella Deneb (Cigno)

Deneb è la più distante dal Sole tra le stelle “alfa” (le stelle principali sono indicate con le lettere dell’alfabeto greco) che, come abbiamo già raccontato nei capitoli precedenti, sono generalmente quelle più luminose della costellazione alla quale appartengono. Deneb è la 19a stella più luminosa. La sua distanza è ancora incerta, tra 1400 e 3200 anni luce, che comunque è un’enorme lontananza dal nostro pianeta anche viaggiando alla velocità della luce.

La stella è facile da riconoscere visto che occupa uno dei vertici del “triangolo estivo” che nella stagione calda appare alta nel cielo. Le stelle che formano questa figura geometrica sono quelle più brillanti delle costellazioni della Lira, dell’Aquila e del Cigno. Il nome Deneb è di origine araba, come capita a molte stelle.

La parola significa “coda” e ci fa capire qual è la posizione della stella nella figura immaginata dagli antichi osservatori, così come il nome Albireo, che viene dato alla stella “beta” del Cigno, significa il “collo”. La linea che unisce la “coda” con il “collo” coincide con l’asse maggiore della croce formato dalle stelle “alfa” e “beta” del Cigno.

Invece le tre stelle poste sull’asse minore rappresentano le ali di questa figura immaginaria che viene detta anche la “Grande Croce”, completamente immersa nella fascia della Via Lattea. Infatti lo sfondo della costellazione è assai ricco di stelle, come si può verificare osservando questa area del cielo con un binocolo. Proprio una di queste stelle, non visibile ad occhio nudo, apparentemente vicina a Deneb, è diventata rapidamente molto luminosa negli ultimi giorni del lontano agosto 1975.

Poi il suo splendore è gradualmente calato nelle settimane successive. La stella che apparve accanto a Deneb, prima di eguagliarne la luminosità, era visibile solo con i telescopi. Lo stesso accade ora, infatti per vederla occorrono potenti strumenti ottici. Dopo la prima scoperta ufficiale del suo repentino aumento di splendore, attribuita ad un astronomo dilettante giapponese, l’astro rimase accessibile ad occhio nudo destando l’attenzione di un piccolo gruppo di giovani appassionati osservatori bresciani.

La notizia non era ancora arrivata nelle cronache della televisione e dei giornali. Così gli autori di quella osservazione poterono attribuirsi la scoperta indipendente di quella che sarebbe poi stata classificata come la seconda più luminos nova del secolo scorso, la celebre Nova Cygni 1975. Questa storia è stata approfondita in uno dei capitoli precedenti dedicato alle stelle novae.


31 – La steila Deneb (Zign) – lingua ladina

Deneb é la steila “alfa” più dalonc dal Soreie. Le steile prinzipale le vegn segnade co le letre del alfabet grech e, coche aon jà contà ti capitoi dant, le alfa le é per solit le più sgalizente te anter chele de so costelazion. Deneb é la 19a steila più sgalizenta. No sion amò segures de tant che la é dalonc, se peissa anter 1400 e 3200 egn lum, na lontananza enorma da nosc pianet ence a viajar a la medema velozità de la lum. L é sorì recognoscer la steila, ajache la stasc te una de le ponte del “triangol da d’istà” che endana la sajon ciauda se veit aut tel ciel.

Le steile che forma chesta fegura geometrica l é chele più sgalizente de le costelazions de la Lyra, de l’Agua e del Zign. L inom Deneb vegn ca dal arab, desche che sozet per n muie de steile. La parola vel dir “couda” e chest ne fasc entener la posizion de la steila te la fegura che i antiches osservadores se aea pissà fora, desche l inom Albireo, che ge é stat dat a la steila “beta” del Zign, e vel dir “col”. La linea che colega la “couda” e l “col”, che fossa le steile “alfa” e “beta”del Zign, coinzide col pal maor de la crousc.

Alincontra, le trei steile che somea posade sul pal mender, le raprejenta le ale de chesta fegura imaginaria che i ge disc ence “Gran Crousc” e la se troa duta ite te la fascia de la Via Latea. Belapontin l sfon de la costelazion l é pien de steile, desche se pel controlar se se osserva chest raion del ciel con n canocial. Proprio una de cheste steile, che no se pel veder a eie nut e la somea vejina a Deneb, é deventada zis coran n muie sgalizenta a la fin de aost del 1975. Dapodò sie lujor é man a man jit jù te le setemane do.

La steila che é vegnuda fora apede Deneb, dant de ruar al medemo lujor, se podea la veder demò coi telescopi. Ence ades, per la veder se cogn durar potenc strumenc otics. Do da la pruma descorida ofiziala de sie lujor cresciù a na vida tant spedienta, fata da n astronom diletant giaponeis, l aster é restà visibol a eie nut e l é stat osservà ence da n grop de joegn pascioné osservadores da Brescia. La neva no era neince amò ruada par televijion o sul folio.

Coscì i autores de chesta osservazion aea podù chiamèr soa la descorida indipendenta de chela che fossa do stata classificada desche la seconda nova più lumenousa del secol passà, la famousa Nova Cigni 1975. Sion jic a fon de chesta soria te un di capitoi dant, dedicà a le steile nove.


31 – La htela Deneb (Hegn) – dialetto lumezzanese

De töte le htele Alfa (le htele prencepai de ogne costellazione ho i è ciama co le lettere de l’alfabeto greco), Deneb l’ è quela piö delon del hul. Le htele Alfa, ol piö de le olte, come en ga già cütat hö le olte pahadhe, i è quile chè hterlüüh piö htagn nde le costellazioni en do chè le hè troa. Deneb l’ è la nömer 19 tra töte le htele , hè hè conhidera la potenha de la luce chè ghè ria. Hè gnamò hügür de quate la hapeh delon , ma l’è preh a poc tra 1400 e 3200 agn luce, ö bel toc delon de la tera po a hè hè viagia tat ehteh de la luce.

L’è fahel de hernì fo ‘n meh a i otre htele perché l’è giü dei cantù del treangol estivo, chè , quanta ‘l fa cal , el compar en ciel . Le trie htele chè dehegna ol treangol i è quile chè hterlüüh de piö ne le costellazioni de la Lira, de l’Agla e del Hegn, La Oca ‘lla neef. Deben l’è ö nòm chè l’ve de l’arabo, come l’höcet a tate htele, e ‘l völ dii “Cua”, e hè capeh ‘ndo chè la hè troa ‘nda fügüra chè ghè homeaa de edhee en ciel ai prömo om chè i uardaa le htele, a la hteha fodha de Albireo, ol nom de la htela Beta del Hegn, chè ‘l völ dii “Col” .

La riga chè taca ‘nhema la Cua col Col l’è po’ a ‘l pal en pee de la cruuh, e le trie htele del pal de traeer le hareh po a le ale del hegn, e töte enhema le furma la “Gran Cruuh”, chè la hè troa ‘m meh en mehen a la “Via Lattea”, la Bià ‘lle htele. Töt enturen a la cruhh ghè piè culem de htele , öhta briga ciapaa ‘n ma ö canöcial e daga ön öciadha per rià a edheen a muntù. Prope giöna de quihte htele chè he ria mia a edhee apena co i öch, mia tat delon de Deneb, la g ha ambiaat a hterlüdhii de culpo piö htagn e a fah uedhee i ültem de de de oh en dol 1975.

Ö pit per volta , quac hetemane dopo, l’è tornadha a hbahà dho la luce . Pröma de agliura , quela htela elò ho le püdhia edhee apena co i hò htrömegn, e po ac adeh ghe de ciapà ‘n maa ö canöcial bel gaiaar per riaa a hernila fò. Ol pröm a faga cadho che hte htela l’ ia hciopadha fo’n ciel l’è htat de hügüür, i l’ ha htabilit, ön astronomo giaponeeh chè l’vardaa ‘l ciel per pasciù e mia de mehteer. Hübet dopo, po a quac duegn de Breha, chè i uardaa po a lur ol ciel per pasciù, i g ha badhat chè hè hia ‘mpehaat en ciel öna htela nöa .

Gna höi giornai, gna a la tele i g hia gnamò dit ergota de quela htela le, a fa ihè quii duegn de Breha i g ha püdhit di de eher htach i pröm, dopo ‘l giaponeh, a hcuprii de per hò cün quela chè po’ la hareh htadha ndecadha come la hegonda htela Nova piö gaiarda del hecol pahaat , la ihè ‘llömenadha Nova Cygni 1975. Quehta l’è giöna de quile htorie chè ‘nga già cütat hö le olte pahadhe quanta ‘n ga parlaat de le Htele Novae


31 – The star Deneb (Cygnus)

Deneb is the most distant from the Sun among the “alpha” stars (the main stars are indicated by letters of the Greek alphabet), which, as we have already mentioned in previous chapters, are generally the brightest in the constellation to which they belong. Deneb is the 19th brightest star. Its distance is still uncertain, between 1,400 and 3,200 light-years, which is still a huge distance from our planet even traveling at the speed of light.

The star is easy to recognize since it occupies one of the vertices of the “summer triangle,” which appears high in the sky during the warm season. The stars that form this geometric figure are the brightest in the constellations of Lyra, Aquila, and Cygnus. The name Deneb is of Arabic origin, as is the case with many stars.

The word means “tail” and helps us understand the star’s position in the figure imagined by ancient observers, just as the name Albireo, given to the “beta” star of Cygnus, means “neck.” The line joining the “tail” to the “neck” coincides with the major axis of the cross formed by the stars “alpha” and “beta” of Cygnus. The three stars on the minor axis represent the wings of this imaginary figure, also called the “Great Cross,” completely immersed in the Milky Way.

Indeed, the background of the constellation is very rich in stars, as can be seen by observing this area of ​​the sky with binoculars. One of these stars, invisible to the naked eye and apparently close to Deneb, rapidly became very bright in the final days of distant August 1975. Its brightness then gradually diminished in the following weeks. The star that appeared next to Deneb, before equaling its brightness, was visible only through telescopes. The same is true now; powerful optical instruments are needed to see it.

After the first official discovery of its sudden increase in brightness, attributed to a Japanese amateur astronomer, the star remained visible to the naked eye, attracting the attention of a small group of young, enthusiastic observers in Brescia. The news hadn’t yet reached the television and newspapers. Thus, the authors of that observation were able to claim the independent discovery of what would later be classified as the second brightest nova of the last century, the famous Nova Cygni 1975.

This story has been explored in detail in a previous chapter dedicated to novae.

Testi e registrazioni audio:

I testi vengono pubblicati e registrati (formato audio) sul sito zanihome.it nelle seguenti lingue e dialetti:

  • Lingua ladina e registrazioni audio, a cura di Francesca Limiroli.
  • Dialetto lumezzanese e registrazioni audio, a cura di Ivan Prandelli.
  • Lingua inglese e registrazioni audio, a cura di Kevin Milani. I testi in inglese hanno lo scopo di promuovere il progetto “Idiomi celesti” oltre i confini italiani.

CHE COS’E’ IL PROGETTO “IDIOMI CELESTI”?

Le meraviglie del cielo notturno sono un patrimonio dell’umanità. Appartengono a tutte le popolazioni e hanno attirato l’attenzione dei nostri antenati. A loro si deve l’immaginario celeste raccontato nei miti del passato. Attraverso queste storie ogni civiltà ha descritto a suo modo quello che appare nelle notti completamente buie e serene. In tutto il globo si vedono i principali corpi e fenomeni celesti. Si ammirano ad occhio nudo, ma con sempre maggiori difficoltà, soprattutto nelle aree del pianeta fortemente contaminate dalle luci artificiali.

Per incuriosire le comunità locali l’Osservatorio Serafino Zani ha ideato il progetto “Idiomi celesti”. Si tratta di un ponte tra terra e cielo fatto di parole, comprese quelle delle lingue minoritarie e dialettali. Il progetto è partito all’inizio del 2024 con i testi scritti e letti ad alta voce in lingua ladina e in dialetto lumezzanese e si sta facendo conoscere al di là dell’Italia con le traduzioni dei testi in inglese, francese e in altre lingue.

Per quanto riguarda i testi dialettali sono state raccolte le versioni in perugino del capitolo sulla Via Lattea, in lingua bretone del capitolo sui planetari e in dialetto sardo di vari argomenti del progetto.


INDICE DEI CAPITOLI DEL PROGETTO “IDIOMI CELESTI”

INDEX OF TEXT AND AUDIO RECORDINGS (1 – 25)

L’indice dei testi e delle registrazioni audio (dal capitolo n. 1 al numero 25) è sulla pagina

Consulta l’indice dei capitoli da 1 a 25, testi e audio

  1. La stella Polare, le costellazioni dell’Orsa e la Croce del Sud/The North Star, Ursa Major and Minor and the Southern Cross
    La steila Polara, le costellazion de l’Orsa e la Crousc del Sud (lingua ladina)
    Chè i ghè dih po a ‘l “Carro Minore”, de l’otra banda, del ciel de hotel,
    ghè l’pal de la cruuh (dialetto lumezzanese)
  2. La stella Regolo (Leone)/The star Regulus (Leo)
    La steila prinzipala de la costelazion del Leon (lingua ladina)
    La htela prencepa del Leù (dialetto lumezzanese)
  3. La stella Arturo (Bootes)/The star Arcturus (Boote)
    Una de le steile più lumenouse del ciel (lingua ladina)
    Giöna ‘lle htele chè hterlüüh piö htagn en ciel (dialetto lumezzanese)
  4. I motti delle meridiane/Motti: the messages of the sundials
    Ai feres taché sui mures de le ciase che crea cheste ombrie i ge disc “stilo” (lingua ladina)
    Le hè fa con dele bachète de fer che anha fò dei müür de le ca, dei campanii o dele tor, e le hè ciama “stilo (dialetto lumezzanese)
  5. La stella Vega (Lyra)/The star Vega (Lyr)
    Vega é la seconda steila più lumenousa del ciel boreal (lingua ladina)
    Giöna ‘lle htele chè hterlüüh piö htagn en ciel (dialetto lumezzanese)

TRADUZIONI IN ALTRI IDIOMI

4 – Mètéore, bale de fouà é météorite” (lingua francoprovenzale, variante di Aymavilles – Valle d’Aosta), Traduzione e registrazione audio a cura dello Gnalèi – Guichet linguistique francoprovenzale della Valle d’Aosta – Assessorato regionale Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Interprete del testo : Liliana Bertolo Sito web https://patoisvda.org/

25 – Las estrellas de los navegantes (spagnolo), a cura di Diego Hernández, Planetario de la Ciudad de Buenos Aires Galileo Galilei.

Leggi il capitolo in spagnolo

25 – Le stèlle de chi va su ppe’ ‘l mare (trasposizione nelle parlate del territorio di Costacciaro, Perugia), a cura di Euro Puletti, studioso di storia locale

Leggi il capitolo nelle parlate di Costacciaro

Collaborazioni in lingua francese, Lionel Ruiz, Planetariums Interactif Associés francophones (PIAf), https://planetariums-interactifs.org/

Consulta i testi in francese

Nei testi francesi sono descritti anche particolari fenomeni come quello delle supernovae e della luce zodiacale.


MUSEO DELLE COSTELLAZIONI

2026 – XXXII Anno

Il progetto “Museo delle Costellazioni” promuove in varie sedi di Lumezzane, come l’Osservatorio Serafino Zani (Colle San Bernardo) e il Planetario (via Mazzini 92, Lumezzane), la realizzazione di iniziative divulgative per tutti.

Ingresso libero e gratuito. Per conoscere le date di apertura:

osservatorio@serafinozani.it

STAGE SULLA FOTOGRAFIA ASTRONOMICA

Nei giorni del 6, 7 e 8 novembre si svolgerà all’Osservatorio Astronomico Serafino Zani lo stage astronomico. Si tratta di un corso full-immersion teorico-pratico dedicato alla ripresa ed elaborazione di immagini astronomiche deep-sky con varie tecniche. Posti limitati e iscrizione (obbligatoria) già aperta: https://astrofilibresciani.it/stage-fotografia-deep-sky/

PROGETTO CIELO: ottobre 2026

Facili osservazioni del cielo ad occhio nudo per i giovanissimi con i loro genitori.

Questo mese ci attende la “coppia celeste” del 24 ottobre. Infatti il pianeta Saturno – che appare come una stella molto luminosa – sarà apparentemente vicino alla Luna.

Per ricevere tutti i dettagli scrivere a: osservatorio@serafinozani.it.

Queste attività sono propedeutiche alle visite estive all’Osservatorio Serafino Zani aperto al pubblico, liberamente e gratuitamente, da maggio a settembre, ogni sabato alle ore 21, escluso l’ultimo sabato di ogni mese.

PARCO DEL COLLE SAN BERNARDO (si raggiunge da Lumezzane Pieve)

PASSEGGIATE E PANORAMI PER TUTTE LE STAGIONI

Il Parco del Colle San Bernardo, approfondimento


UNA MERIDIANA COME DONO DI COMPLEANNO

DA MONICA A MARIA SENZA DIMENTICARE…IL LEOPARDO DELLE NEVI!

Un modo facile, originale e che non costa nulla per festeggiare i compleanni? Basta disegnare una meridiana sulla facciata di una abitazione. Oltre alle linee del mezzodì e delle stagioni ci sarà quella sulla quale ogni anno passerà l’ombra del giorno del compleanno che si vuole festeggiare.

Tra i lumezzanesi che in settembre sono stati festeggiati in occasione del loro compleanno o per un anniversario, come quelli dedicati ai matrimoni, o che sono stati protagonisti di un evento da ricordare ci sono Monica, Tina e Gianni, Paolo, Daniela, Maria e Roberto, Modesto, Franca, Silvestro e Maria come riportano le cronache locali accompagnate dalle immagini che raccontano le feste o gli eventi che si sono svolti.

I lumezzanesi che intendono realizzare la meridiana in bella vista dalla pubblica via, quindi visibile a tutti, potranno avere in dono lo gnomone – asta metallica appositamente sagomata che genera l’ombra della meridiana – dalla specola lumezzanese.

Info: osservatorio@serafinozani.it

La “meridiana dono di compleanno” fa parte della serie delle meridiane “personalizzate” come lo sono quelle dedicate alle giornate nazionali e internazionali che si possono festeggiare disegnando la linea dove passa l’ombra solare della data da celebrare. Ecco, ad esempio, alcune date di ottobre che la “meridiana personalizzata” potrebbe celebrare: 6 ottobre, Giornata Internazionale della Geodiversità; 11 ottobre, Giornata nazionale della micologia; 12 ottobre, Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori.

Le meridiane personalizzate: guarda l’esempio

Le ricorrenze da celebrare con una meridiana

Per tutte queste proposte scrivere a: osservatorio@serafinozani.it

Una meridiana per tutti, approfondimento


IL “PROGETTO CIELO” PER GLI ALUNNI E LE FAMIGLIE

Folta partecipazione dei genitori della scuola primaria “Caduti per la Patria” sotto la cupola del Planetario

L’osservazione diretta del cielo è una delle esperienze che può lasciare, anche nei giovanissimi, un ricordo che non si esaurisce in una notte ma che può essere coltivato per tutta la vita. Ci sono oltre una quindicina di fenomeni e corpi celesti che si possono vedere ad occhio nudo e migliaia di stelle nei luoghi più bui. Per questa ragione l’Osservatorio Serafino Zani propone alle scuole il “Progetto Cielo” con l’obiettivo di promuovere esperienze pratiche sotto il cielo vero, a scuola con l’uso della meridiana, invece in orario extrascolastico con la collaborazione dei genitori e le segnalazioni mensili degli eventi che meritano l’osservazione.

L’adesione della Scuola Primaria “Caduti per la Patria” di Lumezzane al “Progetto Cielo”, previsto nel programma dell’anno scolastico 2026-2027, stimola gli alunni coinvolti a continuare le esperienze astronomiche iniziate a scuola. All’invito hanno aderito numerosi genitori della scuola “Caduti per la Patria” che domenica 11 ottobre, insieme ai loro figli, sono stati accolti da Mario Benigna sotto la cupola del Planetario di via Mazzini 92. L’aiuto dei genitori è di grande importanza per realizzare il progetto che propone alle famiglie di familiarizzare con il cielo notturno.

L’osservazione del cielo consente inoltre di scoprire l’alternarsi delle stagioni. Oltre alle costellazioni che cambiano nel corso dei mesi, sono soprattutto le “ombre del tempo”, come quelle che appaiono sulla meridiana, che rendono evidenti le variazioni stagionali.

L’osservazione delle “ombre del tempo”, facile da realizzare, merita di essere sperimentata a scuola ma anche nelle abitazioni private. Con la meridiana costruita sulla parete di un edificio si vedono, giorno dopo giorno, le variazioni del cammino del Sole. La linea d’ombra della meridiana è prodotta da un’asta metallica fissata sulla parete. E’ quella che indica, nelle giornate serene, l’istante del mezzogiorno solare e l’inizio delle stagioni. Per fissare lo gnomone su qualunque parete basta leggere le istruzioni della scheda tecnica inviata a chiunque ne faccia richiesta.

Info: osservatorio@serafinozani.it


DALLA VIOLETTA D’ACQUA AL CODIROSSO

ALLA SCOPERTA DELLA NATURA TRA GLI SCAFFALI DELLA “FELICE SALERI”

L’Associazione Amici dei Parchi e delle Riserve Naturali è uno dei sodalizi che operano, fin dal 1986, al Museo di Scienze Naturali di Brescia. Lo scopo principale del sodalizio riguarda la promozione delle aree protette (www.parchibresciani.it) e fin dalla sua nascita l’associazione ha raccolto i depliant prodotti dalle aree naturali protette, non solo del territorio bresciano, per metterli a disposizione del pubblico.

Questi materiali vengono anche esposti sugli scaffali delle biblioteche civiche disponibili ad accoglierli (farne richiesta a: Scienzapertuttinews@gmail.com). Questa attività, intitolata “La vetrina dei parchi”, viene promossa con la collaborazione dei partecipanti alle visite guidate alla fonte di Mompiano preziosa sorgente amata non solo dai bresciani che si trova ai piedi del colle San Bernardo che fa parte del Parco delle Colline di Brescia.

La Vetrina dei Parchi e le visite alla Fonte di Mompiano

Per iscriversi alle visite alla fonte rivolgersi alla biblioteca di Lumezzane. L’Associazione Amici dei Parchi collabora con l’Osservatorio Serafino Zani, fin dal 1993, per promuovere i “Parchi delle Stelle”.

Parchi delle Stelle, approfondimento

Proprio attraverso il contatto con l’Osservatorio astronomico della Valgobbia sono nate due iniziative frutto della collaborazione con la biblioteca di Lumezzane. La prima riguarda la rassegna stampa “Parchi da sfogliare”, aggiornata ogni tre mesi, che raccoglie gli articoli sui parchi e le riserve naturali del Bresciano che può essere consultata liberamente durante gli orari di apertura della biblioteca “Felice Saleri” di via Moretto 13 a Lumezzane. Ecco gli argomenti di uno degli articoli della rassegna: Torbiere in salute: dopo decenni torna la violetta d’acqua (GdB 5-5-2026, pag. 19).

La seconda riguarda la mostra“Piante e animali degli ambienti italiani”che si può consultare presso la sede di via Moretto e prendere a prestito per esposizioni ed altre attività, e che contiene opere, come quelle a pastelli, di Moira Castellanza , che rappresentano il gufo e il codirosso (Disegnare la natura, prima edizione)

Le opere di Moira Castellanza, Disegnare la natura

Queste immagini ritraggono le opere degli artisti e degli illustratori che hanno partecipato al concorso “Disegnare la natura” e sono a disposizione delle scuole di Lumezzane interessate ad esporre delle mostre tematiche di interesse naturalistico nei loro plessi. Si può consultare il materiale presso la biblioteca di Lumezzane, ma prima si suggerisce di scrivere per tutti i dettagli a: osservatorio@serafinozani.it

I disegni possono anche essere abbinati ad immagini sullo stesso tema come suggerisce il progetto “Intrecci naturali”. Le scuole potrebbero abbinarli ai disegni degli studenti ispirati dalle opere del concorso. Quello che segue è invece un esempio di abbinamento tra disegni e fotografie naturalistiche della fauna delle aree protette.

Intrecci naturali, disegni e fotografie

COLLABORAZIONI CON LE BIBLIOTECHE (prestito delle immagini del concorso per esposizioni nelle classi)

Materiali del concorso per le esposizioni nelle classi

NELLA BIBLIOTECA “FELICE SALERI” I PARCHI SI POSSONO SFOGLIARE

C’E’ POSTA PER TE! “NATURA IN VIAGGIO” ARRIVA NELLE BIBLIOTECHE

Natura in viaggio arriva nelle biblioteche


La newsletter “Lume online” è a cura di Loris Ramponi