ARTE E SCIENZA ONLINE – GENNAIO 2026
Centro Studi e Ricerche Serafino Zani
ARTE E SCIENZA ONLINE
GENNAIO 2026 – Abbinato a Informascienza n. 452
“Arte e scienza online” fa parte del Progetto St.Ar.S. (storia, arte e scienza) dedicato a Franco Rapuzzi (*), naturalista e fotografo di tesori artistici bresciani al quale è intitolata l’omonima sala del Museo di Scienze Naturali di Brescia.
Info: scienzapertuttinews@gmail.com; www.zanihome.it
19 gennaio 2026, ore 19, evento online
NOT ONLY STARS: DA “BLACK FRIDAY” A “TOTAL WHITE”
Ogni mese il prof. Kevin Milani (Paulucci Space Theater, Hibbing, Minnesota) incontra i partecipanti alle lezioni online di “Not only stars”, aperte a tutti gli interessati. Offrono l’opportunità di fare esercizio con la lingua inglese. La prossima è in programma il 19 gennaio, alle ore 19 (per partecipare scrivere a: osservatorio@serafinozani.it).
Il prof. Milani è il vincitore delle “Two weeks in Italy” (edizione 2018), l’iniziativa che propone un ciclo di lezioni di astronomia in varie località italiane, Lumezzane compresa, condotte ogni anno da diversi insegnanti americani. I contatti con questi docenti continuano attraverso le “News from the past winners”.
All’ultimo webinar ha preso parte anche la studentessa Cloe di Perth (Australia). La ragazza australiana, presentata dal prof. bresciano Federico Andreoletti, ha seguito la lezione di Kevin Milani e si è collegata dall’abitazione della famiglia bresciana presso la quale era ospite. Chloe era a Brescia nell’ambito di uno scambio culturale tra la scuola australiana “Bunbury Catholic College” e quella bresciana “Don Bosco”. Così durante il webinar Kevin ha mostrato non solo il cielo stellato dell’inverno visibile a Brescia, ma anche quello “estivo” di Perth dove, ad esempio, la costellazione di Orione appare capovolta. Proprio il mese scorso nella newsletter “Lume online”
sono state descritte alcune formazioni tipiche del cielo australe, come le Nubi di Magellano, perfettamente visibili dall’Australia, soprattutto nelle aree desertiche molto buie che circondano Perth.
Tra le presenze internazionali all’ultimo webinar si è rinnovata quella della docente rumena Doina Dascalu. All’inizio dell’anno è arrivata a Brescia, proprio dalla Romania, la compagnia di balletto che si è esibita al Teatro Sociale di Brescia. Si trattava del celebre spettacolo “Il lago dei cigni” interpretato dal Balletto dell’Opera nazionale rumena di Iasi (GdB 2-1-26 pag. 25).
Ma torniamo ai webinars mensili durante i quali Kevin Milani mette a confronto immagini e notizie che arrivano dal Minnesota e dal territorio bresciano (le registrazioni ad alta voce degli articoli inviati al docente americano sono disponibili su richiesta per tutti, come quella intitolata “Il segreto di vivere a lungo”). Il webinar comprende approfondimenti linguistici e proiezioni sugli eventi e i corpi celesti visibili a occhio nudo, come quelli principali del cielo australe. Ecco dove ascoltare il podcast del professor Milani:
Per imparare a riconoscere le costellazioni – la costellazione protagonista di questo mese è quella di Orione – viene proposta una attività ludica, accessibile anche a chi non ha mai osservato il cielo, che si basa sulla lettura delle mappe stellari. Ogni mese vengono inviate le carte del cielo utili per riconoscere il campo stellare che questo mese sarà quello della star game map n. 5. Per riceverle inviare le richieste a: scienzapertuttinews@gmail.com
Ecco la registrazione dell’attività ludica del mese scorso (video n. 4)
https://www.facebook.com/reel/1603250510708698
In merito alla mappa n.4, Andy Kreyche, collegato dalla California (2023 winner of the “Two weeks in Italy”) ha ricordato che una delle stelle più brillanti presenti in questa carta del cielo, la stella epsilon, il cui sistema è formato da una coppia di stelle, è una delle più lontane tra quelle visibili ad occhio nudo la cui distanza è stimata attorno ai 2000 anni luce.
Da anni le lezioni del professor Milani sono seguite dagli studenti della Valtrompia che frequentano il Liceo Moretti di Gardone Val Trompia. Gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sono invitati a coinvolgere i loro studenti in ricerche, approfondimenti, cartelloni, tesine e raccolte di titoli pubblicati sui quotidiani italiani che contengono parole in lingua inglese. I collage, realizzati assemblando i ritagli di giornale con parole in lingua inglese, sono a disposizione sul web. Quello di questo mese raccoglie, come quello di novembre, altri termini inglesi più utilizzati dagli organi di informazione e che quindi spesso compaiono nel titoli dei giornali.
DA “BLACK FRIDAY” A “TOTAL WHITE”
Sul web sono disponibili diversi collage come, ad esempio, quello seguente:
DA “COUNTDOWN” A “STRESS”
FINESTRE CELESTI E SPAZIALI
DALLA “SUPERLUNA” ALLA LUNGA NOTTE DI GIOVE
Noi abbiamo “Frate Indovino” – il celebre calendario che uscì proprio ottant’anni fa – e gli americani il “Farmer Almanac”, storico calendario statunitense fonte preziosa per conoscere i nomi mensili della Luna ormai così familiari anche dalle nostre parti. Ad esempio quella che appare in gennaio è chiamata “Luna del Lupo” e ricorda i branchi di lupi che ululavano affamati attorno ai villaggi indiani. All’inizio di quest’anno non è mancata un’altra celebre parola così frequente nelle cronache degli organi di informazione : “Superluna”. Viene attribuita alla notte nella quale la massima luminosità del nostro satellite è abbinata con la vicinanza alla Terra, che tra l’altro nello stesso giorno (3 gennaio) era al perielio. Una data che ci ricorda che la massima vicinanza al Sole del nostro pianeta non dipende dalla distanza, come quella che ci separa dal calore solare, ma dall’inclinazione dell’asse terrestre. Il vistoso disco del plenilunio, che mette in evidenza le distese innevate, ha fatto coppia con l’intenso splendore del pianeta gigante del Sistema Solare. Curiosamente, sempre in coincidenza con il perielio, Giove e la Luna, i due astri più luminosi del momento, erano in congiunzione. L’evento verrà replicato il 30 gennaio tra le stelle più belle del cielo invernale. In queste notti alla sinistra di Giove è evidente la coppia Castore-Polluce, rispettivamente “alfa” e “beta” dei Gemelli – in realtà Polluce è più luminoso del “fratello” – che hanno preso i nomi dai gemelli della mitologia greca. A destra di Giove appare invece la costellazione di Orione, l’inconfondibile cacciatore celeste caratterizzato da tre stelle vicine e allineate, immaginate dagli antichi come la cintura del gigante, proprio al centro della costellazione. Il 10 gennaio Giove ha raggiunto l’opposizione, il momento più favorevole per vedere i pianeti, quando sono dalla parte opposta alla Terra e pertanto visibili tutta la notte. Tutto il mese rimarranno le condizioni favorevoli della lunga presenza del pianeta gigante in queste notti. Infine Giove raggiunge anche la massima luminosità, trovandosi alla minima distanza dalla Terra. Il cielo stellato sarà molto spettacolare nelle notti appena precedenti e seguenti al 18 gennaio, quando il novilunio renderà il cielo più buio, proprio per l’assenza della Luna, e farà risaltare anche le stelle più deboli.
Le “Finestre sul cielo”, nubi permettendo, vi invitano a seguire i corpi e i fenomeni celesti principali visibili a semplice vista con l’aiuto dell’Osservatorio Serafino Zani, coinvolgendo le scuole e le famiglie (“Progetto Cielo”). Per ricevere queste proposte osservative inviare una richiesta a: osservatorio@serafinozani.it
PROGETTO CIELO
https://www.facebook.com/scienzagiovanissimi/photos/a.353703898151327/1850351995153169
GLI SPETTACOLI DEL FIRMAMENTO: 23 – OGGETTI DEL CIELO AUSTRALE
https://www.facebook.com/scienzagiovanissimi/photos/a.353703898151327/1819279298260439/
Se invece apriamo una finestra diversa, quella che dallo spazio guarda verso il globo terrestre, scopriamo il “grande buio” che avvolge la calotta artica attorno al solstizio d’inverno. Nelle notti più vicine a quella che è la più lunga dell’anno si vede dallo spazio l’assenza del sole alle latitudini più settentrionali e, viceversa, la costante presenza delle sole sulle distese ghiacciate dell’Antartide. Le basi scientifiche sono infatti in piena attività.
La fotografia della Terra scattata pochi giorni dopo il solstizio d’inverno fa parte della documentazione che il planetarista Luca Talamoni, appassionato di meteorologia, seleziona ogni giorno attraverso i dati raccolti dai satelliti artificiali.
Febbraio 2026, ore 21, evento online
IL MAESTRO E MARGHERITA DI MICHAIL BULGAKOV
Il gruppo di lettura “Libri al Museo” è nato nel 2012 presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia dove da decenni operano attivamente numerosi sodalizi a carattere scientifico. Dal 2021 gli incontri si svolgono online.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=940670964756074&set=a.465681462255029
In febbraio avrà luogo il prossimo appuntamento dedicato a “Il maestro e Margherita”di Michail Bulgakov. Per conoscere l’elenco completo delle letture precedenti, le date delle riunioni e come partecipare scrivere a: scienzapertuttinews@gmail.com
Le più recenti letture sono state dedicate alle opere seguenti: Edith Wharton, “Sorelle Bunner”; John Banville, “La notte di Keplero”; Joana Karda, “Le molte vite di Magdalena Valdez”; Jhumpa Lahiri “La moglie”; Ada d’Adamo, “Come d’aria”; Henry James, “Washington Square”; Javier Marias, “Berta Isla”; Stephanie Ochet, “Un romanzo inglese”; Asli Erdogan, “La città dal mantello rosso”; Masako Togawa, “Residenza per signore sole”; Han Kang, “La vegetariana”; Jonathan Coe, “La pioggia prima che cada”; Paola Mastrocola, “La gallina volante”; Henry James, “Giro di vite”; Josè Saramago, “Il racconto dell’isola sconosciuta”.
Per conoscere l’elenco completo delle letture precedenti, le date delle riunioni e come partecipare scrivere a: scienzapertuttinews@gmail.com
Interviste e presentazioni dedicate ai libri scelti dal gruppo di lettura:
Alessandro Barbero presenta: “Il maestro e Margherita”
L’idea del gruppo di lettura prende spunto dalle “Buone pratiche per tutte le associazioni culturali“.
Il gruppo “Libri al Museo” è nato nel 2012 presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia dove da decenni operano attivamente numerosi sodalizi a carattere scientifico. Dal 2021 gli incontri si svolgono online.
https://www.facebook.com/photo/?fbid=940670964756074&set=a.465681462255029
RADIO St.Ar.S.: DALLA COPPIA CHE AMA IL TEMPO ALL’OROLOGIO SOLARE
Gli astri e i fenomeni visibili ad occhio nudo vengono descritti in lingua italiana e inglese, ladina e in dialetto lumezzanese nell’ambito del progetto “Idiomi celesti”. Questa volta la registrazione che vi invitiamo ad ascoltare riguarda gli oggetti del cielo australe. I testi scritti e registrati (file audio formato mp3) sono disponibili anche in lingua ladina e in dialetto lumezzanese sulla newsletter seguente
La scienza del cielo divulgata attraverso le lingue locali è uno degli argomenti del palinsesto di file audio sui temi di scienza, storia e arte (Progetto St.Ar.S.).
Tra le altre registrazioni che vi invitiamo ad ascoltare c’è l’audio guida dedicata all’orologio astronomico di Piazza della Loggia pubblicata tra gli itinerari astronomici segnalati dal sito
La sesta puntata ha come titolo “Una coppia che ama il tempo”.
Per ascoltare il file audio scrivere a: scienzapertuttinews@gmail.com
Altri podcast che vi invitiamo ad ascoltare sono quelli che vi segnaliamo nell’ambito dell’iniziativa Non solo stelle…in francese!
Ecco quelli che vi suggeriamo questo mese:
ALLA SCOPERTA DEI QUADRANTI SOLARI
Osservare l’ombra proiettata da un bastone infisso nel terreno. E’ questo il metodo più antico del mondo per misurare lo scorrere delle ore. Da oltre 3000 anni è utilizzato ininterrottamente, e persino preferito ai nostri strumenti più recenti, per le missioni lunari e marziane. Gnomone: questo nome potrebbe non dirvi nulla, ma si riferisce allo strumento astronomico più antico e anche a uno dei più semplici ed efficaci. Infatti, un bastone piantato nel terreno è tutto ciò che serve per creare uno gnomone; ciò che conta è come si interpreta l’ombra proiettata da quel bastone.
L’ARTE DI REGISTRARE I CANTI DEGLI UCCELLI
VIAGGIARE CON FERNAND LEGER
Questa registrazione è segnalata sulla newsletter “Mostre e musei per tutti” – Gennaio 2026 (www.zanihome.it).
(*) Terminiamo con le immagini di Franco Rapuzzi, fotografo di arte e natura
https://www.facebook.com/bresciaartescienza/photos/a.750841974971574/5198083546914039/
Ecco uno dei suoi scatti del paesaggio bresciano concessi dall’Archivio Rapuzzi
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1048855943937575&set=a.465681462255029
RASSEGNA MENSILE DI “ARTE E SCIENZA”
DISEGNARE LA NATURA
FRUTTI DIMENTICATI: DALLA VITA FRENETICA ALLA SAGGEZZA DI UN TEMPO
Il Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, che fa parte delle aree naturali protette della Lombardia, estende i suoi confini nei territori di una decina di Comuni, da Cernusco Lombardone a Viganò, passando per Merate dove, tra le colline, ha sede l’omonimo Osservatorio, una delle strutture statali specializzate nello studio e nella ricerca astronomica. Quello di Montevecchia e della Valle del Curone è un parco molto diversificato visto che comprende anche centri urbani, insediamenti produttivi, aree destinate all’agricoltura e all’allevamento accanto a monumenti architettonici di grande valore artistico e culturale. Questo lembo verde della Brianza sud-orientale nel 1983 è diventato zona protetta grazie all’istituzione del Parco. Nei suoi confini sono presenti zone di rilevante interesse ambientale che si inseriscono nella pianura agricola ed industriale, ai bordi delle ultime propaggini dell’area metropolitana milanese. A questo parco ci siamo arrivati seguendo la distribuzione del nespolo, non quello giapponese che negli ultimi decenni, con i suoi frutti visivamente più accattivanti, ha sostituito il nespolo comune come si racconta in questo video (4 minuti).
Il nespolo comune (Mespilus germanica) – il primo termine deriva dal greco mentre la provenienza era quella presunta da Linneo – è una delle oltre 1000 specie di piante erbacee e legnose censite nel Parco Regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Il numero totale delle specie presenti in archivio varia ogni anno perché alcune scompaiono e altre vengono scoperte. Ecco la scheda di questa pianta
https://flora.parcocurone.it/flora/specie.php?page=66
Nel Parco il nespolo cresce spontaneo e isolato ai margini boschivi soleggiati, su terreni calcarei. Le nespole non amano la frenesia della vita moderna. Maturano lentamente, diventando dolci e commestibili, ed erano apprezzate dalla civiltà contadina. Proprio quando la tavola era povera di frutti, in pieno inverno, arrivavano le nespole che addolcivano le feste di fine anno. Ecco perché abbiamo lasciato per ultima questa pianta, giunta insieme al faggio e alla rosa canina, e perché abbiamo atteso con pazienza il Natale per farvi vedere il nespolo “itinerante”. Lo abbiamo trovato disegnato sulle buste della serie “Natura in viaggio”, le opere di mail art che riceviamo via posta tradizionale dai partecipanti al concorso “Disegnare la natura” e da quelli che hanno frequentato il laboratorio di disegno naturalistico. Il nespolo comune è sulla terza busta postale disegnata da Francesca Righetto, dopo le due precedenti che abbiamo già commentato
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1268725035283997&set=a.465681462255029
La busta disegnata da Francesca ci ha idealmente portato gli auguri natalizi.
Condividiamo con tutti i lettori l’auspicio che il nespolo sia messaggero di buoni auspici per il nuovo anno. Questo frutto dimenticato è foriero di saggezza, perchè, come si diceva una volta, “con il tempo e la paglia maturano le nespole”. Così come questo frutto giunge a maturazione con il tempo, a volte accade lo stesso anche per altre cose (o persone).
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1293875686102265&set=a.465681462255029
Natura in viaggio
ROSSO O MARRONE? QUELLO DEL PARCO DELL’ASPROMONTE E’ NERO
“Rosso” o “marrone”? Sono questi i colori con i quali conosciamo i simpatici roditori diventati comuni anche in certe città. Invece lo scoiattolo meridionale o scoiattolo nero (Sciurus meridionalis) non è diffuso e non è facile incontrarlo anche nei territori dove è presente. Dimentichiamoci quindi la familiarità come invece succede per quello rosso (Sciurus vulgaris), che si trova nella maggior parte dell’Italia compresi i parchi pubblici di alcune metropoli del nord. Sono queste le due specie autoctone di roditori (genere Sciurus) presenti nel nostro Paese. L’areale di distribuzione dello scoiattolo meridionale è limitato alla Basilicata e alla Calabria, in particolare nei boschi del Parco Nazionale dell’Aspromonte. La sua colorazione sorprende l’osservatore. Interamente nero con una fascia bianca sul petto e non marrone o rossiccio che siamo abituati a vedere anche nei giardini pubblici. La specie dello scoiattolo nero è stata confermata soltanto pochi anni fa mediante studi genetici, ma i primi sospetti risalgono agli inizi del Novecento e comunque era già noto nell’antichità. Le differenze genetiche solo recentemente hanno messo in evidenza le sue peculiarità nei confronti dell’animale conosciuto in tutta Europa. Così oggi possiamo dire che quello nero è una specie a sè stante e non una sottospecie. Infatti in precedenza si riteneva lo scoiattolo meridionale “geneticamente incrociabile” con quello rosso. Nell’arco di qualche migliaio di anni Il tempo e l’isolamento geografico con le popolazioni del nord hanno favorito la differenziazione dello scoiattolo meridionale. Così nel tempo, grazie anche all’isolamento geografico con le popolazioni del nord, nell’arco di qualche migliaio di anni lo scoiattolo meridionale si è differenziato dal resto della popolazione europea. Il rarissimo scoiattolo nero meridionale, un tempo oggetto di caccia per scopi alimentari, ha trovato rifugio nei territori protetti come quello del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Tra i boschi che ospitano lo scoiattolo nero ci sono, purtroppo, anche quelli oggetto di interesse per la produzione di biomasse per le centrali elettriche.
https://www.facebook.com/photo?fbid=1288310949992072&set=a.465681462255029
Lo spunto per parlare di questo particolare roditore ce lo ha offerto la disegnatrice comasca Maria Beatrice Anania. Ci ha raccontato che, mentre stava disegnando lo scoiattolo nero, la neve ha cominciato a scendere fuori dalla finestra di casa coronando il suo lavoro con un tocco di bianco. Ma qual è lo spunto che le ha suggerito proprio di disegnare quello nero e non quello rosso. Tutto è cominciato dalla scoperta di un pezzetto di natura ritagliato dentro una cornice dentellata.
https://www.facebook.com/photo?fbid=1261522556004245&set=a.465681462255029
La sua opera fa parte della serie “Natura in viaggio” caratterizzata dall’arte postale. Altre buste e cartoline della stessa serie sono state realizzate dagli artisti che hanno presentato le loro opere al concorso “Disegnare la natura”
https://www.facebook.com/photo/?fbid=1225222629634238&set=a.465681462255029
e dai partecipanti al laboratorio di disegno naturalistico, come Francesca Righetto che ha prodotto già diverse opere di mail art
https://www.facebook.com/photo?fbid=1268725035283997&set=a.465681462255029
ASTRONOMIA NAUTICA
PAGINE E PODCAST PER ORIENTARSI IN MARE APERTO
Nell’epoca del GPS, sulle navi e le imbarcazioni da diporto – anche sulle strade – ci si orienta grazie ai satelliti artificiali. Pertanto può sembrare anacronistico utilizzare le stelle e il sestante come facevano le marinerie di tutto il mondo fin dalla metà del XVIII secolo. La navigazione astronomica, oggetto di iniziative bresciane del passato e del presente, viene ancora oggi insegnata negli istituti nautici. Molti diportisti, in special modo coloro che affrontano navigazioni d’altura, hanno a bordo un sestante. Le avarie dei sistemi elettrici e l’oscuramento del sistema satellitare non vanno mai esclusi. Inoltre orientarsi da soli non è solo una sfida ma anche un piacere.
Il capitolo n. 25 del progetto “Idiomi celesti”, pubblicato nel gennaio 2026 (ogni mese un nuovo capitolo nella newsletter “Lume online”, www.zanihome.it) è dedicato proprio alle stelle dei naviganti.
“CELESTIAL IDIOMS” PROJECT
Per orientarsi in mare aperto con le stelle l’uso del sestante non è però sufficiente. Occorrono gli almanacchi nautici, come quello del Naval Observatory – il più antico – pieni di sfilze di numeri. Sono le effemeridi – riguardano stelle, Sole, Luna e pianeti – e vanno calcolate per ogni anno. La ricerca sul web rivela la disponibilità di un almanacco di autore bresciano (Nautical-almanac.it) che può vantare l’accuratezza e la precisione dello storico illustre “fratello”. Ogni anno viene pubblicato dall’Osservatorio di Bassano Bresciano ad opera del docente bresciano Ulisse Quadri. Da quest’anno è reperibile nel più noto store online. Le origini di questa pubblicazione vanno ricercate nell’annuario un tempo edito dalla Specola Cidnea. Proprio quarant’anni fa Ulisse Quadri ebbe l’incarico di redigere le effemeridi stampate dall’Osservatorio cittadino. Una passione, quella per i calcoli astronomici, che continua tutt’oggi. La pubblicazione ha dato molte soddisfazioni al suo autore. Un’altra gratificazione arrivò con la conduzione del corso di navigazione astronomica, insieme a Remo C. Grillo, comandante di vascello bresciano, in occasione delle lezioni che ebbero luogo al Museo di Scienze Naturali di Brescia negli anni Novanta.
PAGES AND PODCASTS FOR ORIENTATION ON THE OPEN SEA
SISTEMI SOLARI IN MINIATURA: DA TOLOSA A LUMEZZANE
Durante la prima riunione online di quest’anno dell’Associazione Planétariums Interactifs Associés francophones (PIAf) il planetarista francese Michel Boissel ha descritto un modellino di Sistema solare in miniatura (scala: 1 cm = 5 000 km) che è stato costruito in legno nell’ambito delle attività didattiche proposte da “Découverte célestes” (https://www.decouvertescelestes.com/). Questa organizzazione, con sede operativa vicino a Tolosa, dove lavora costantemente, si occupa di attività itineranti di divulgazione astronomica, con un raggio d’azione che si estende in tutta la Francia sud-occidentale ed oltre. Il Sistema solare itinerante comprende i quattro pianeti terrestri e la Luna, Giove (la sfera ha un diametro di 28 cm) con Io, Europa, Ganimede e Callisto, Saturno con Titano, Urano e Nettuno. In futuro è previsto il completamento del mini Sistema solare con l’aggiunta del sistema plutoniano. Plutone avrà un diametro di 4,74 mm e orbiterà a 4,78 mm dal baricentro comune, mentre il satellite Caronte avrà un diametro di 2,82 mm (la distanza dal baricentro in questa scala è di 34,36 mm). Le altre quattro lune di Plutone saranno solo granelli di sabbia, con dimensioni che vanno da 0,11 mm a 0,0014 mm per Stige, il più piccolo satellite del sistema plutoniano. Hydra, il satellite scoperto nel 2005 attraverso l’esame delle fotografie del telescopio spaziale Hubble, avrà un’orbita a 130 mm dal baricentro. La realizzazione del sistema plutoniano consentirà un interessante confronto con le dimensioni di quelle del sistema Terra-Luna e di quello gioviano. Nella fotografia pubblicata sulla pagina https://www.decouvertescelestes.com/post/toulouse-space-festival è possibile vedere, davanti al Planetario itinerante gestito da “Découverte célestes”, il modellino del Sistema Solare.
Anche a Lumezzane si possono vedere tre sistemi planetari a scala ridotta. Il modellino più piccolo, ideato per l’uso itinerante, è sempre disponibile nell’aula del Sole del Planetario di via Mazzini. Le sfere sono state dipinte dall’insegnante Sara Rossetto. Il Sistema Solare “mezzano” è quello più in vista. E’ allestito lungo la strada che da Lumezzane Pieve sale all’Osservatorio Serafino Zani. E’ descritto nei pannelli che si trovano a lato della strada. Sono installati alle distanze calcolate per una scala che riduce la lunghezza del nostro sistema planetario, tra il Sole e Nettuno (Plutone non è più considerato un pianeta), a soli 3 km. Infine quello più grande è calcolato sull’intera superficie del nostro Paese. Il Sole è immaginato a Padova – sede dell’Università dove insegnò Galileo Galilei – mentre la posizione dell’Osservatorio Serafino Zani coincide con l’orbita di Giove, come descrive il pannello sempre esposto sulla facciata meridionale, sotto l’orologio solare della specola del Colle San Bernardo. Questo “maxi” Sistema Solare, ma a scala ridotta, è nato nell’ambito del progetto “Planitalia”
https://www.planetari.org/planitalia/
e viene ricordato, ogni anno, in occasione dell’Asteroid Day.
ASCOLTARE I PLANETARI
“PLANETARIAN” ANNUNCIA LA PUBBLICAZIONE ONLINE DI 25 AUDIO PUNTATE
A fine dicembre 2025 si è conclusa la pubblicazione sul web, in versione sonora, de “Il Planetario – lo strumento e le prime lezioni”
La versione sonora della pubblicazione, divisa in 25 puntate, è uscita a cadenza settimanale sul sito web dell’Associazione dei Planetari Italiani
e contiene la descrizione delle lezioni di base che si tengono in tutti i planetari come quello di Lumezzane.
E’ pertanto una preziosa guida per gli insegnanti che devono prenotare una visita scolastica al planetario. L’audioguida è stata segnalata anche sulla rivista americana “Planetarian”.
La versione audiolibro è stata realizzata con la revisione dei testi e la voce di Gianluca Di Luccio.
PLANETARISTI GLOBETROTTER A LUMEZZANE: NON SOLO “WEEKS IN ITALY”, ANCHE NEGLI STATES E IN AUSTRIA
L’Austria, il Wyoming o un altro Stato americano? Era questa la domanda rivolta ai candidati delle “Weeks in US e con il GDP”, ovvero le settimane premio che offrono anche a tutti i planetaristi italiani di fare delle esperienze sotto le cupole di altri Paesi. Due connazionali negli anni scorsi ci sono riusciti. Le “Weeks” all’estero sono il frutto della consolidata esperienza italiana delle “Weeks in Italy” che, dopo una lunga e paziente opera di convincimento, è stata finalmente estesa anche in altri Paesi. Da anni veniva suggerito alle organizzazioni dei planetari di altri Paesi di organizzare iniziative analoghe a quella italiana che si svolge fin dal 1995 grazie all’ideazione dell’Osservatorio Serafino Zani. Il prossimo aprile in Italia arriverà la prof.ssa Maureen Hintz, docente della Utah Valley University, che farà tappa, con la sua lezione dedicata al sito archeoastronomico di Chaco Canyon, anche a Lumezzane. Nel 2026, oltre alle “Two weeks in Italy” per il vincitore dell’edizione di quest’anno, ci sono ben tre settimane premio in palio, un paio sono negli States e una in diversi planetari dell’Austria. Le scadenze per candidarsi a queste iniziative sono descritte nel calendario internazionale pubblicato sulla rivista “Planetarian”
Calendario internazionale (1a parte)
Calendario internazionale (2a parte)
Nell’anno che si sta concludendo abbiamo celebrato i trent’anni delle “Weeks in Italy”. Dopo una continua opera di promozione nell’ambito dell’International Planetarium Society Council, pazientemente coltivata per anni, in tempi recenti i promotori dell’esperienza italiana sono finalmente riusciti a far decollare analoghe attività anche oltre oceano e tra i planetari di lingua tedesca. Hanno infatti aderito alla proposta i colleghi americani e l’associazione che riunisce i planetari tedeschi (GDP). Nel 2026 sarà l’Austria visto che i colleghi del GDP hanno aperto i loro confini al vicino territorio di lingua tedesca. La “Week in the US” e la “Week with the GDP” – quest’ultima organizzata dalla Gesellschaft Deutschsprachiger Planetarien e.V., ovvero la Society of German-Speaking Planetaria – grazie all’iniziativa italiana hanno ottenuto il supporto finanziario dell’International Planetarium Society. L’IPS copre fino ad un massimo di 1000 dollari il rimborso spese di viaggio ai vincitori delle “Weeks”.
https://www.ips-planetarium.org/page/WeekinUS
https://www.ips-planetarium.org/page/WeekwithGDP
Quest’anno l’esperienza negli States è stata vissuta da Constanza Yovaniniz (Planetario USACH, Santiago, Chile) nel Wyoming e in Colorado. Una doppia meta perchè la planetarista cilena ha accolto il suggerimento di Michele Wistisen (vincitrice delle “Weeks in Italy” nel 2010). Constanza ha scelto una settimana vicina al Simposio LIPS (Live Interactive Planetarium Symposium), al quale ha partecipato al termine dell’esperienza al planetario di Casper (Wyoming). L’appuntamento del LIPS aveva luogo a Boulder (Colorado) al quale hanno preso parte anche due docenti già vincitori delle “Weeks in Italy”. Il secondo vincitore della “Week in US” è stato un giovane studente danese, Frederik Würtz Sørensen, che dopo aver fatto il suo apprendistato nel planetario del Museo di scienze dell’università di Aarhus, è volato a Mystic nel Connecticut dove ha realizzato laboratori e lezioni per gli studenti in visita al Treworgy Planetarium (Seaport Museum). Il vincitore del soggiorno è stato accolto dal direttore associato Brian Koehler che ha raccontato questa esperienza sulle pagine della rivista dell’IPS. Infatti nel numero di dicembre ci sono ben quattro articoli dedicati alle “weeks” in America e in Germania, compresa l’esperienza di Derek Demeter in Italia dello scorso aprile. Nel passato anche due planetaristi italiani hanno vinto un soggiorno negli States: David Gruber (Planetario di Bolzano, con il quale l’Osservatorio Serafino Zani, lo scorso anno, ha organizzato un paio di iniziative) ed Elena Lazzaretto (Planetario di Padova), la cui esperienza è stata raccontata nelle interviste della serie “Voci dalle cupole”.
ARTE E SCIENZA ONLINE: LE PUNTATE PRECEDENTI
OTTOBRE 2025
NOVEMBRE 2025
DICEMBRE 2025
Il programma “Arte e scienza online” è redatto a cura di Loris Ramponi
