ARTE E SCIENZA ONLINE – MARZO 2026


Centro Studi e Ricerche Serafino Zani

ARTE E SCIENZA ONLINE – MARZO 2026

Abbinato a Informascienza  n. 454

“Arte e scienza online” fa parte del Progetto St.Ar.S. (storia, arte e scienza) dedicato a Franco Rapuzzi,  naturalista e fotografo di tesori artistici bresciani al quale è intitolata l’omonima sala del Museo di Scienze Naturali di Brescia. 

Info: scienzapertuttinews@gmail.com;   www.zanihome.it


9 marzo 2026, ore 19, evento online

NOT ONLY STARS: DA “CARBON FREE” A “TREKKING IN LOVE

Ogni mese il prof. Kevin Milani (Paulucci Space Theater, Hibbing, Minnesota) incontra i partecipanti alle lezioni online di “Not only stars”, aperte a tutti gli interessati. Offrono l’opportunità di fare esercizio con la lingua inglese. La prossima è in programma il 9 marzo, alle ore 19 (per partecipare scrivere a: osservatorio@serafinozani.it).

Il prof. Milani è il vincitore delle “Two weeks in Italy” (edizione 2018), l’iniziativa che propone un ciclo di lezioni di astronomia in varie località italiane, Lumezzane compresa, condotte ogni anno da diversi insegnanti americani. I contatti con questi docenti continuano attraverso le “News from the past winners”.

Il paese umbro di Costacciaro è gemellato con la città statunitense di Hibbing, sede del Planetario “Paulucci” dove lavora il prof. Kevin Milani, autore delle traduzioni del progetto “Idiomi celesti” che divulga l’astronomia in tutte le lingue, dialetti compresi. Questo mese il capitolo 25, dedicato alle stelle dei naviganti, è stato tradotto in spagnolo dal Planetario di Buenos Aires, che organizzerà il congresso mondiale dei Planetari nel 2028, ed anche nelle parlate del territorio di Costacciaro (Perugia) grazie alla collaborazione del professor Euro Puletti, storico locale.
https://www.facebook.com/photo?fbid=26669078809351559&set=gm.187964

Durante i suoi webinars mensili Kevin Milani mette a confronto immagini e notizie che arrivano dal Minnesota e dal territorio bresciano. Le registrazioni ad alta voce degli articoli inviati al docente americano sono disponibili per tutti coloro che ne fanno richiesta. Ad esempio una recente registrazione è dedicata alle “casette dei libri”, nate da una idea statunitense (Little Free Library), che si sono diffuse in tutto il mondo, Italia compresa. Inoltre il webinar comprende approfondimenti linguistici e proiezioni sugli eventi e i corpi celesti visibili a occhio nudo, come il pianeta Mercurio. Ecco dove ascoltare l’audio del professor Milani.

Per imparare a riconoscere le costellazioni – la protagonista di questo mese è quella dei Gemelli – viene proposta una attività ludica, accessibile anche a chi non ha mai osservato il cielo, che si basa sulla lettura delle mappe stellari. Ogni mese vengono inviate le carte del cielo utili per riconoscere il campo stellare che questo mese sarà quello della star game map n. 7. Per ricevere le mappe e per ogni richiesta scrivere a: scienzapertuttinews@gmail.com

Ecco la registrazione della precedente attività ludica (video n. 6)

https://www.facebook.com/reel/914663914505530

I suggerimenti osservativi si possono ascoltare anche sulla pagina “Voices of the dome” dell’International Planetarium Society dove altri planetaristi, colleghi di Kevin Milani, raccontano le loro “visioni” dei fenomeni celesti  accessibili a semplice vista. Ad esempio quello che si vede nel cielo australe, aurore comprese!

 

Da anni le lezioni del professor Milani sono seguite dagli studenti della Valtrompia che frequentano il Liceo Moretti di Gardone V.T.. Gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado sono invitati a coinvolgere i loro studenti in ricerche, approfondimenti, cartelloni, tesine e raccolte di titoli pubblicati sui quotidiani italiani che contengono parole in lingua inglese. I collage, realizzati assemblando i ritagli di giornale con parole in lingua inglese, sono a disposizione sul web. Quello seguente raccoglie alcuni delle parole inglesi più utilizzate dagli organi di informazione e che spesso compaiono nei titoli dei giornali.

DA “CARBON FREE” A “TREKKING IN LOVE”

https://www.facebook.com/photo?fbid=26738109142448525&set=gm.1889913918554157&idorvanity=320288065516758

Word list: Carbon free; Catzone show; Facing the challenges of AI; Fake news; Internet of things; Let’s go digital; Off limits; Regime change; Second change; Trekking in love.

 Sul web sono disponibili diversi altri collage di titoli, ad esempio quello seguente:
NOT ONLY STARS: DA “CHAT BOT” A “WEBINAR” 

https://www.facebook.com/photo/?fbid=26422255360700573&set=gm.1862173947994821&idorvanity=320288065516758


FINESTRE CELESTI E SPAZIALI

SULL’ORIZZONTE E DALLO SPAZIO LA «DANZA» DEL SOLE  

Il celebre sito di «Stonehenge», che ancora oggi attira l’attenzione dei fedeli «custodi» del monumento megalitico che si riuniscono per celebrare i riti «solari» che scandivano le stagioni, lo possiamo simulare in qualunque punto panoramico ben esposto verso l’orizzonte di levante o di ponente. I particolari naturali o artificiali che si vedono sulla linea dell’orizzonte diventeranno i punti di riferimento dove il Sole apparirà o scomparirà nelle date dei solstizi e degli equinozi. Per documentare l’esperienza del vostro «Stonehenge» basteranno quattro scatti, anche se di quello dell’equinozio ne basta uno solo, non ci sono differenze tra quello primavera e quello autunnale. E’ comunque preferibile fare più fotografie nel corso dell’anno, non solo quelle coincidenti con le albe e i tramonti dei giorni di inizio delle stagioni astronomiche. L’importante è scattare la fotografia sempre dalla stessa posizione. Confrontando la fotografia con quelle realizzate nelle settimane seguenti e precedenti potrà essere ricostruita la «danza» del Sole tra il solstizio d’inverno e quello d’estate. Sarà invece sempre uguale la posizione del Sole che sbuca dall’orizzonte o lo tocca al tramonto nei giorni degli equinozi. Coincide sempre con il punto cardinale est all’alba ed ovest al tramonto. In vista del prossimo 20 marzo, giorno dell’equinozio di primavera, è meglio iniziare fin d’ora a raccogliere questi scatti mattutini o serali (nubi e foschie sono sempre in agguato). Dopo l’equinozio il Sole, ad esempio al tramonto, scenderà sotto l’orizzonte sempre più spostato verso nord-ovest. Il punto estremo, più vicino al Polo Nord, verrà raggiunto in coincidenza con il solstizio d’estate. Il Sole poi comincerà a ritornare sui suoi passi, verso il punto cardinale ovest. Viceversa all’alba, dopo aver raggiunto il punto di levata più a nord-est, tornerà esattamente a spuntare verso est all’equinozio d’autunno. Un punto di vista molto particolare per vedere la «danza» del Sole è quello dello spazio. Da lassù, grazie alle immagini inviate dai satelliti, quello che sul pianeta Terra è lo spostamento apparente del Sole nei suoi punti di apparizione e scomparsa, dallo spazio si traduce nelle variazioni di illuminazione dei due emisferi. Ci aiuta a vederle il planetarista Luca Talamoni. appassionato di meteorologia, che ogni giorno seleziona le immagini dei satelliti artificiali come quella seguente che rivela “l’egual durata del dì e della notte”, ovvero come è illuminata la Terra nei giorni degli equinozi.  Le tre immagini riprese dai satelliti mettono a confronto la fotografia dell’equinozio con quella dei solstizi.

UNO SCATTO “SOLARE” INCORNICIATO DALLA NATURA

https://www.facebook.com/photo?fbid=1354914573331709&set=a.465681462255029


Aprile 2026, ore 21, evento online

RITORNO AI CLASSICI: “MARTIN EDEN” DI JACK LONDON

Il gruppo di lettura “Libri al Museo” è nato nel 2012 presso il Museo di Scienze Naturali di Brescia dove da decenni operano attivamente numerosi sodalizi a carattere scientifico. Dal 2021 gli incontri si svolgono online.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=940670964756074&set=a.465681462255029

L’idea del gruppo di lettura prende spunto dalle “Buone pratiche per tutte le associazioni culturali“.

http://www.parchibresciani.it/le-buone-pratiche-culturali/
Il prossimo sarà dedicato al libro Martin Eden” di Jack London.

Per conoscere l’elenco completo delle letture precedenti, le date delle riunioni e come partecipare scrivere a: scienzapertuttinews@gmail.com


RASSEGNA MENSILE DI “ARTE E SCIENZA”

Fino al 31 marzo 2026 si raccolgono le opere per la 4a edizione del concorso

“DISEGNARE LA NATURA”: LA FAUNA E LA FLORA SONO SEMPRE IN MOSTRA

Mancano pochi giorni alla scadenza per partecipare alla quarta edizione della competizione grafico-pittorica a tema naturalistico organizzata fin dal 2023 dalle associazioni che operano nell’ambito del Museo di Scienze Naturali di Brescia. 

Si possono presentare fino ad un massimo di 3 opere per ogni partecipante che vanno inviate all’indirizzo seguente: scienzapertuttinews@gmail.com. 

Il bando non è cambiato e comunque lo si può chiedere al medesimo indirizzo mail. Le opere delle edizioni precedenti si possono vedere sul sito www.zanihome.it e sono oggetto di diverse iniziative, come il progetto “Intrecci naturali”, che offrono l’occasione di metterle in mostra nuovamente sul web. 

Il concorso è frutto della collaborazione tra le seguenti associazioni: Associazione Amici dei Parchi e delle Riserve Naturali, Associazione Botanica Bresciana, Centro Studi Naturalistici Bresciani, Circolo Micologico “Giovanni Carini”, Gruppo Ricerche Avifauna.

OPERE PREMIATE E MENZIONATE DELLA TERZA EDIZIONE

https://www.facebook.com/AssociazioneAmiciDeiParchiEdelleRiserveNaturali/posts/pfbid02F46wbQUn97HDWWYKFcWQ39Me9HSMEtVTszYhpG9uLVTax8AjzPkwfA4jw2chfB4kl


TRA LE PIANTE ESSICCATE NON SOLO “LA VOCE” DI PREZZOLINI

In vista della 2a edizione del Laboratorio di disegno naturalistico (avrà inizio l’ultimo mercoledì di settembre, alle ore 19.30 presso la sala di via Campo Marte 3 a Brescia, info: scienzapertuttinews@gmail.com) sono stati programmati degli incontri “speciali” come quello che è stato dedicato alla “biblioteca dei fiori”. Si trattava della possibilità di conoscere e sfogliare i titoli divulgativi sulla natura dipinta disponibili presso le biblioteche della rete bresciana. Invece durante il secondo appuntamento “speciale” non c’erano solo pagine di fiori “da sfogliare”, ma specie botaniche complete di foglie e steli ricche di minuziosi dettagli da cercare con l’aiuto di una lente. Ben poco è rimasto del loro colore originale, ma si ha comunque una visione completa della pianta, a parte i frutti, la corteccia e le radici. Si tratta di migliaia di reperti essiccati conservati nei fogli dell’Erbario del Museo di Scienze Naturali protetti negli armadi di una ordinata e luminosa stanza al piano terra del Museo. Mario Ferrari (Associazione Botanica Bresciana) ha guidato le disegnatrici che hanno preso parte alla visita. Hanno potuto così conoscere come vengono raccolte, studiate, classificate e conservate nel tempo le tantissime specie vegetali custodite in questa ricca raccolta botanica. Prossimamente i fogli dell’erbario si potranno vedere online in un apposito catalogo in formato digitale. Con le loro matite scure, colorate o con i pennelli, le disegnatrici hanno scelto quale foglio d’erbario riprodurre. Nell’attesa di mostrarvi le loro opere, che dovranno essere completate con cura a casa, vi facciamo scoprire un “lato” decisamente curioso della raccolta botanica di via Ozanam. Ogni foglio d’erbario è custodito all’interno di una cartella di cartoncino grande come un A3. In molti casi queste cartelle contengono le pagine di giornale che all’inizio del processo di essiccazione favorivano l’assorbimento dell’umidità. Qual è la curiosità? Che i giornali risalgono indietro nel tempo e annoverano celebri testate ed altre meno conosciute. Facile trovare pagine del Corriere della Sera oppure Il Secolo e diversi giornali locali come, ad esempio, La Provincia di Como, La Gazzetta dell’Emilia e il Resto del Carlino. 

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1351909256965574&set=a.465681462255029

Non mancano le pagine di testate estere come La Depeche Tunisienne che risalgono al 1951 e che ci riportano ai fatti storici del passato. Datazioni che risalgono indietro nel tempo, seguendo le provenienze geografiche e cronologiche dei botanici che si sono prodigati nei corso dei decenni nella preparazione degli erbari. I giornali risalgono fino ai primi anni del secolo scorso e tra le testate abbiamo trovato “La Voce” del 1912 diretta da Giuseppe Prezzolini. 


E’ TEMPO DI PRIMAVERA! 

INCROCI D’ARTE E NATURA TRA I TESORI DELLA PInAC 

Le attività grafico-pittoriche possono promuovere la conoscenza e l’attenta osservazione delle forme di vita degli ambienti naturali. Sono proprio queste le finalità per le quali è nato il concorso “Disegnare la natura”, ideato dalle associazioni che operano nell’ambito del Museo di Scienze Naturali di Brescia, che si rivolge ad illustratori ed artisti professionisti e non. I partecipanti alla competizione grafico-pittorica sono invitati a raffigurare con matite e pennelli la flora e la fauna degli ambienti naturali italiani. Con le opere del concorso e grazie alla collaborazione dei musei e dei parchi e delle riserve naturali è nato il progetto “Intrecci naturali”. Le opere del concorso si incrociano con le fotografie degli archivi delle aree protette e delle collezioni museali. Nascono così numerosi abbinamenti tra le immagini grafico-pittoriche del concorso, scelte liberamente dai musei e dai parchi, e le fotografie custodite negli archivi degli enti che collaborano al progetto “Intrecci naturali”. Queste “coppie” di immagini, riguardanti temi simili di interesse botanico e zoologico, vengono pubblicate sul web e diventano oggetto di occasioni espositive. Tra gli enti che hanno iniziato a collaborare al progetto c’è la Pinacoteca internazionale dell’Età Evolutiva “Aldo Cibaldi” che ha aperto le sue cassettiere agli “intrecci naturali” tra le opere dei giovanissimi e quelle degli specialisti del disegno naturalistico. I disegni sulla fauna e la flora escono dall’archivio PInAC e si intrecciano con le rigorose descrizioni naturalistiche che gli illustratori hanno rappresentato con matite e pennelli. La creatività “naturale” di bambini e ragazzi non teme il confronto con le raffigurazioni scientifiche e gli autori di ogni età e formazione promuovono insieme le attività grafico-pittoriche. La selezione delle opere, tra le tantissime raccolte nell’archivio della PInAC, è affidata all’occhio attento di Agata Rossi, stagista della Pinacoteca. Così, ad esempio, il disegno realizzato con i pennarelli da Davide Ferrario (Lecco) intitolato “Tempo di primavera” (Archivio PInAC) 

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1343355281154305&set=a.465681462255029

che fa coppia con le “Vanesse” della disegnatrice Silvia Gandini (tecnica mista pastello-acquerello, opera premiata alla prima edizione del concorso “Disegnare la natura”). 

https://zanihome.it/disegnare-la-natura-opere-di-silvia…/

E’ il primo “intreccio”, di una serie che si annuncia molto ricca, pubblicato sulla pagina Facebook dell’Associazione amici dei Parchi, uno dei sodalizi scientifici che organizzano il concorso “Disegnare la natura”.


DUE FOTO CHE APRONO LE FINESTRE DEL PASSATO “PLANETARIO”
Tra gli operatori del settore dei Planetari ci sono attenti osservatori che ci offrono degli spunti per fare dei salti “planetari” nel passato delle strutture italiane compresa quella di Lumezzane. Il commento inviato da Gian Pietro Basello riguarda l’intervista a  Romano Zen, costruttore di ottiche per telescopi e del proiettore in funzione sotto la grande cupola di via Mazzini 92. Ecco cosa ha scritto Basello: “complimenti innanzitutto per il sito planetari.org e i vari contenuti che offrite. Da giovane ero socio del Gruppo Astrofili Persicetani e ottenni anche un diploma di formazione per tenere serate al planetario. Ebbi anche l’occasione di andare da Romano Zen per lo specchio del riflettore del Gruppo Astrofili Persicetani, penso fosse il 1992 (ero ancora minorenne). Con piacere ho guardato l’intervista che gli avete fatto nella serie Voci dalle Cupole.

Ho notato che sinistra e destra sono invertite nella bella foto storica che avete messo nella pagina. Questo è infatti il punto esatto, in Campo San Cassian, vicino al laboratorio di Zen in Calle dei Muti, in cui fu scattata (ovviamente molto cambiato)”. L’immagine di cui parla Basello è la più datata fotografia del Planetario di Lumezzane. Siamo nella seconda metà degli anni Ottanta, lo strumento è ancora imballato, pronto per arrivare nel Bresciano insieme a Umberto Donzelli che negli corso dei decenni ha fatto funzionare e curato la manutenzione del Planetario. Basello ha notato che la fotografia va invertita. Solo in questo modo coinciderà con l’ambientazione vera del luogo dove la fotografia è stata scattata. Ecco come si presenta questo angolo di Venezia: 

https://maps.app.goo.gl/a4AP1hvCrj7aD55a6

Questa ed altre fotografie del passato aiutano a ricostruire le vicende collegate alla storia del proiettore delle stelle in funzione sotto la cupola del Planetario di Lumezzane. Lo spunto di partenza lo offre la fotografia della prima riunione dell’Associazione Amici dei Planetari. Si svolse al Museo di Scienze Naturali di Brescia nel giugno 1986. L’A.A.P., della quale quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario di fondazione, organizzò qualche mese dopo, a Ravenna, il primo meeting nazionale dei planetari, dove si celebrerà il prossimo congresso dei Planetari italiani (aprile 2026).  Ecco dove è pubblicata la fotografia scattata al Museo di via Ozanam.

https://www.facebook.com/photo/?fbid=1207551258202825&set=a.378077061150253 

Nella fotografia (partendo da sinistra) si vedono le seguenti persone: Giannantonio Milani (di spalle), uno dei due fondatori della sezione comete dell’Unione Astrofili Italiani (https://comete.uai.it/storia), in quella occasione nella veste di rappresentante del Planetario di Venezia Lido (di spalle), Loris Ramponi (di spalle), Riccardo Gianni (rappresentante della ditta omonima che si era aperta anche al mondo dei planetari oltre che alla vendita dei telescopi), Mario Cavedon (in piedi), Vasco Frati (al centro del tavolo), assessore alla cultura del Comune di Brescia, scomparso recentemente, il cui ruolo nella cultura locale è stato al centro di una serie di incontri e convegni, Raoul Valentini e infine il dr. Technau, rappresentante della Zeiss Italia. L’ultimissimo che spunta a destra è Franco Gabici, allora direttore del Planetario di Ravenna. Di spalle al centro del tavolo Franco Potenza. Le prossime interviste della serie “Voci dalle cupole” avranno come protagonisti proprio alcuni dei personaggi ritratti in questa fotografia.

Con le loro testimonianze si potrà ricostruire il puzzle di un’”alba planetaria”. 


Il programma “Arte e scienza online” è redatto a cura di Loris Ramponi